Rassegna Stampa del 2 luglio

Il Fatto Quotidiano (Stefano Feltri) – Sarebbe bello poter dire che l’euro è salvo, che l’Unione europea si è rilanciata, che i mercati finanziari sono stati domati, che il problema del debito è risolto. E che il governo Monti può avere in patria la stessa forza che ha dimostrato negoziando con Angela Merkel a Bruxelles. Sarebbe bello, ma sbagliato. I problemi che hanno reso tanto importante e atteso il Consiglio europeo concluso ieri sono ancora lì: Paesi troppo indebitati che non riescono a crescere e soffocano negli interessi da pagare, un’Europa indebolita da egoismi nazionali e dalla sua incapacità di presentarsi come un investimento e non come un costo…   Libero (Attilio Barbieri) – I no pronunciati dalla cancelliera tedesca Angela Merkel in questi due anni di crisi ci sono costati cari: circa un miliardo al giorno. Il calcolo è presto fatto. A tanto ammonta la somma degli aiuti diretti erogati a partire dal mese di giugno del 2010, da Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e Fondo salva Stati, in sigla Efsf European financial stability facility). Per ricostruire la contabilità che ha condotto in due anni al maxi esborso di 703 miliardi di euro messi sul piatto per evitare il crac prima alle banche e poi ai debiti sovrani, basta elencare 5 cifre che equivalgono ad altrettante erogazioni… E dire che se l’Europa fosse intervenuta tempestivamente, all’inizio del 2010, sarebbero bastati 140 miliardi …   La Repubblica (Tito Boeri) – … L’emergenza continua anche perché lo scudo anti-spread non c’è…   Il Giornale (Emanuela Fontana) – La notizia dell’indagine aperta a Biella per reati fiscali sul ministro dello sviluppo Corrado Passera è passata sotto silenzio. Zitti tutti. Nessuno ha chiesto chiarimenti sulle grane del super tecnico …   Corriere della Sera (Alessandro Trocina) – Intervista a Nichi Vendola. “… Non capisco Casini e D’Alema in che ruolo stiano. Per me stanno giocando una partita incomprensibile, che rischia di cantare il de profundis al centrosinistra”… “Vorrei solo essere ascoltato: mi sembra che chi ha un pensiero minimamente divergente non rischi l’olio di ricino, ma la quarantena mediatici e politica. Chiedo: c’è un centrosinistra? Quali sono i valori e programmi? Io non ho pregiudizi verso un allargamento: il centrosinistra discuta con i moderati. ma neanche Di Pietro ne ha”…   Il Sole 24 Ore – Il leader di Sel Nichi Vendola avverte Pier Luigi Bersani: no ad un’altra alleanza costruita sull’asse Pd-Udc e niente accordi tra Sel e democratici se si vuole tener fuori Antonio Di Pietro…   Il Tempo (Francesco Damato) – … Si deve proprio a D’Alema, l’irruzione chiamiamola così, di Di Pietro nella sinistra italiana. Fu lui, come segretario del Pds-ex Pci, che permise all’allora presidente del Consiglio Romano Prodi di nominare Di Pietro ministro dei Lavori Pubblici nel suo primo governo, quello dell’Ulivo nel 1996 …   Repubblica (Silvio Buzzanica) – … Il dibattito nel Pd è aperto. Vincenzo Vita, senatore democratico dice: “E’ evidente che il Pd, Sel e Idv fanno parte di uno stesso universo. E’ per questo irragionevole supporre di rompere l’unità del nostro mondo per inventare una fusione a freddo con l’Udc”… Ma dall’Idv arriva una chiusura su queste prospettive politiche: “Noi chiediamo una alleanza di centrosinistra programmatica. Se poi altri vorranno stare in laboratorio e costruire qualcosa di virtuale facciano pure, poi ci sono sempre gli elettori che decidono” dice Felice Belisario, capogruppo al senato…   Libero (Enrico Paoli) – Dal partito di Dio, Patria e famiglia al Polo riformatore, patriottico ed europeo. Insomma, ovunque decida di collocarsi – difficilmente a destra, molto più facilmente a sinistra – ci sarà sempre un trittico a tracciare la strada di Gianfranco Fini, entrato ufficialmente in campagna elettorale. Perché l’unica idea chiara, fatta eccezione per il sostegno incondizionato al governo Monti, emersa dalla relazione del presidente della Camera all’assemblea nazionale del partito è quella del trittico, capace di attrarre i delusi di destra e i moderati di sinistra. Facile a parole, difficile, se non impossibile, nei fatti, viste le lacerazioni interne al partito e i pessimi rapporti con i presunti alleati, a partire dall’Udc di Casini, al quale ricorda che la foto di Vasto è ancora li, «molto più solida dopo le amministrative»…     Financial Times/Senza gli eurobond l’Eurozona non sopravviverà   Al vertice europeo di Bruxelles il reale vincitore non e’ il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, ma la cancelliera tedesca Angela Markel. Lo afferma un editoriale del Financial Times firmato da Wolfgang Munchau, condirettore del quotidiano inglese. “Per l’Italia – afferma – nulla e’ cambiato. L’Esm (European stability mechanism) aveva gia’ il potere di comprare bond italiani nel mercato. Lo strumento c’era, anche se non era usato”. La cancelleria tedesca e’ riuscita a far si’ che “gli obblighi della Germania restino immutati”. Il Financial Times infine afferma che se non ci saranno eurobond finche’ la Merkel vivra’, come detto dalla cancelliera tedesca di recente, “l’Eurozona non sopravvivera’”.

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