lettera ai deputati Nucara e Gentile

Alla cortese attenzione dell’ On. Francesco NUCARA

del Sen. Antonio GENTILE

 

e per conoscenza agli organi di stampa

 

LORO SEDI

 

            Cari Nucara e Gentile,

in merito alle vostre dichiarazioni sul progetto della SEI di costruire una centrale a carbone a Saline J. sento di dover esprimere un grosso e grande disappunto non tanto per la posizione in se, ma quanto per i modi ed i toni usati per giustificare le vostre ragioni.

            Nel leggere le posizioni riportate dalle varie testate giornalistiche (strettamente personali visto che il 24 agosto u.s. a Polistena l’on. Adolfo Urso, autorevole esponente di Governo, ha dichiarato senza mezzi termini che questo tipo di iniziative vanno rilanciate) ho come avuto l’impressione di leggere le solite dichiarazioni dei militanti finto-ambientalisti che bene Vittorio Feltri e Renato Brunetta hanno definito nel loro manuale di conversazione politica <<Verdi fuori, rossi dentro>>. 

            Sembrava quasi che quelle vostre dichiarazioni fossero state prese in prestito dagli integralisti ambientalisti che notoriamente con la disinformazione propagandistica «rosso-verde» lanciano falsi allarmi apocalittici di prossimi disastri globali all’insegna di un ideologico catastrofismo e terrorismo climatico.

            Troppo spesso la “vecchia” politica, attenta ad intercettare un consenso immediato, ha fatto scelte comode rispetto a quelle impopolari che però nel lungo periodo potevano creare sviluppo.

            Cari deputati io, ma come me tanti altri, ancora oggi non ho una chiara e ben delineata posizione sul tema, non so se con la costruzione della centrale ci saranno ricadute positive o negative sull’economia dell’area, certo che la creazione di nuovi posti di lavoro assieme alla riqualificazione di risorse precedentemente trascurate non può che far riflettere. Oggi, più che di singole posizioni noi dovremmo interrogarci, come centrodestra, ed aprire un serio dibattito per capire se veramente questo progetto può trasformare un’area improduttiva e abbandonata all’incuria in una realtà produttiva e garantire, grazie alla produzione di energia, una seria possibilità di crescita economica e sociale.

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