Arriva l’assoluzione per l’imprenditore che non paga le tasse in caso di crisi

Il caso dell’imprenditore denunciato dall’Agenzia delle Entrate per un mancato versamento di Iva per ben 180 mila euro è balzato agli onori della cronaca, nei giorni scorsi, sia per l’importante cifra dell’imposta sia per la scelta del Giudice per l’assoluzione del reato penale.

L’Agenzia delle Entrate, dopo aver accertato l’omesso versamento, denuncia l’uomo alla Procura che con decreto penale lo condanna a sei mesi di reclusione, convertiti in una multa di 40 mila euro. L’imprenditore fa ricorso, con rito abbreviato, sostenendo che l’Iva non è stata versata per l’impossibilità materiale di farlo “a causa della difficile situazione economica dell’impresa e, più in generale, della crisi finanziaria del Paese”. A sostegno di questa tesi aggiunge che “l’Agenzia delle entrate era stata doverosamente informata dal contribuente dell’importo Iva dovuto, motivo per cui non vi era stato l’intento di evadere”.

Il giudice accogliendo questa tesi ha prosciolto l’imprenditore perché “il fatto non costituisce reato”. Niente più condanna penale e conseguente multa, quindi, anche se ovviamente i 180 mila euro di Iva dovranno essere versati.

C’è da dire che comunque questo non è un caso isolato. Nel solo 2013 altri imprenditori di Firenze, Treviso e Venezia sono stati assolti dopo aver omesso di pagare l’Iva in casi omologhi.

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