anche a Reggio Calabria la giornata delle Professioni


Cosa sarebbe l’Italia senza i liberi professionisti? L’interrogativo è d’obbligo in questo particolare momento storico in
cui il sistema ordinistico continua a ricevere bordate mediatiche e attacchi normativi. A fronte di un concreto tentativo
di indebolimento del sistema, vi è invece la determinate necessità della presenza dei professionisti in tutti i campi vitali
del Paese. Gli svariati ruoli sussidiari della Pubblica Amministrazione, sempre più inadeguata e in difficoltà rispetto alle
dinamiche e ai processi produttivi, sono ricoperti con spirito di servizio da parte dei professionisti consci che senza
questo determinante apporto il Paese si fermerebbe. La novità è che il mondo ordinistico si è stancato delle trite e
ritrite frasi fatte lette e ascoltate sui mezzi di informazione, delle motivazioni ideologiche addotte dai politici a
scusante degli interventi – frammentari e confusi – che invece mirano esclusivamente ad agevolare l’ingresso della
grande impresa nel mercato delle professioni. E questa stanchezza ha portato all’organizzazione del ” Professional Day
– La giornata delle Professioni “. Un appuntamento per tutti i professionisti italiani
che si raduneranno domani presso le sedi organizzate da Consigli e Collegi territoriali per manifestare il proprio senso di
appartenza ad un comparto dal grande valore sociale per il Paese. La giornata vedrà riunite tutte le componenti
(istituzionale, previdenziale, sindacale e giovanile) del mondo ordinistico e sarà caratterizzato da un’evento televisivo,
organizzato a Roma (Auditorium della Conciliazione, via della Conciliazione 4 ) e trasmesso via satellite e via internet
in collegamento diretto con tutti le sedi territoriali. Una grande piazza virtuale che vedrà riunirsi centinaia di migliaia
di dirigenti e di iscritti agli Ordini. ” Non si può restare insensibili davanti un evidente trattamento discriminatorio –
dichiara la presidente del Comitato Unitario delle Professioni e del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del
Lavoro, Marina Calderone -. È veramente difficile comprendere quali siano i motivi di urgenza che hanno indotto
l’Esecutivo a procedere con un decreto legge nei confronti di lavoratori autonomi, cioè i professionisti; mentre con
altri strumenti normativi ordinari per la riforma del lavoro dipendente. Sono discriminazioni inaccettabili. In ballo non
c’è la volontà di modernizzare il sistema, attività per la quale ci siamo già resi disponibili; bensì il rispetto che deve
essere portato ad un comparto di 2.100.000 lavoratori di cui oltre la metà giovani, che ogni giorno mette a
disposizione il proprio sapere e le proprie risorse per fare funzionare lo Stato”.

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