politica: un accordo sul lavoro?

Se il governo Monti riuscirà a condurre in porto la riforma del mercato del lavoro, lo si dovrà in gran parte al ruolo decisivo e paziente di Angelino Alfano. E’ stato lui il primo a cogliere il senso di un’apertura in un’intervista di Pier Luigi Bersani a Repubblica di lunedì scorso, nella quale il segretario del Pd mostrava la volontà di emanciparsi dalla tutela della Cgil. E quindi è stato ad ascoltarlo, ovviamente puntualizzando che cosa, dal punto di vista del Pdl, poteva essere migliorato nel testo di legge governativo e che cosa non andava affatto toccato.

Ne è uscito l’accordo raggiunto in buona sostanza ieri sera nel vertice a tre fra Monti, Alfano, Bersani e Casini.

Si puntualizza meglio la questione dell’articolo 18, come desiderava Bersani (ed anche secondo buon senso) ma si eliminano alcune rigidità in entrata, che avrebbero di fatto eliminato molte forme di flessibilità ottenute negli anni scorsi con la legge Biagi, e che adesso sono utili ai giovani per trovare lavoro e alle piccole aziende per non doversi sobbarcare gli oneri e gli obblighi delle grandi imprese.

Soprattutto si sottrae la fase finale della riforma al vincolo-ricatto della Cgil, dei suoi scioperi e delle sue piazze; e questo anche per rispondere alle richieste dei sindacati che si sono sempre mostrati più accessibili al dialogo: Cisl, Uil e Ugl. Nel complesso è un’opera di raccordo e ricucitura nell’interesse di tutti, del Paese in primo luogo, che dimostra per l’ennesima volta quanto noi abbiamo a cuore il bene comune, e quanto noi siamo decisivi nelle situazioni più delicate.

Alfano ed il Pdl hanno messo a disposizione del governo, del mondo del lavoro e delle imprese tutta la loro capacità ed esperienza per una legge che dovrebbe contribuire a far ripartire l’economia ed a lenire la piaga della disoccupazione, che con l’attuale governo sta aumentando, come in tutta Europa. Ora toccherà a Monti tradurre in pratica questa opera politica ed a Bersani dar prova della sua buona fede: tenendo unite le varie anime del Pd, e mostrando di essere davvero in grado di rompere la cinghia di trasmissione con la Cgil e con la Fiom.  (da il Mattinale 04-04-2012)

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