“Solo” collaborazione  con gli organismi paritetici per formazione prevista dal D.Lgs. n. 81/2008

 

Con la nota n. 9483 dell’8 giugno il Ministero del lavoro chiarisce che se un datore di lavoro fornisce ai suoi lavoratori una formazione senza la collaborazione di un organismo paritetico, non può essere sanzionato ritenendo che la formazione sia non sufficiente ed adeguata. Quindi il datore di lavoro è tenuto esclusivamente a chiedere la collaborazione degli organismi paritetici qualora siano presenti nel settore di riferimento e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro.

Costo del lavoro ed Irap

images (2)L’Agenzia delle Entrate, in materia di IRAP, interviene con la circolare 9 giugno 2015, n. 22/E che, oltre a chiarire i dubbi sul credito d’imposta previsto per i contribuenti che non si avvalgono di lavoratori dipendenti, fornisce importanti chiarimenti sulle modifiche introdotte dalla legge di legge stabilità 2015 relativamente alla deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile.

730: Indicazioni Inps sulla dichiarazione sostitutiva di una dichiarazione

images (1)Il 10 giugno scorso, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, è stato pubblicato il provvedimento n.78849 (del 9 giugno 2015). L’Agenzia delle Entrate, con questo importante ed atteso atto, interviene rispetto alla  possibilità del contribuente che ha già inviato il 730 precompilato e si sia accorto di aver inserito dati errati o incompleti, di effettuare un nuovo invio entro il 29 giugno 2015 che annulla e sostituisce il precedente.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sul “ravvedimento operoso”

imagesLa legge di stabilità per il 2015 ha profondamente innovato la disciplina del ravvedimento operoso, contenuta nell’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, determinando un radicale cambiamento dell’assetto originario dell’istituto.

In particolare, ai fini di una maggiore semplificazione del rapporto tra Fisco e contribuenti, incentivando la “compliance fiscale” – volta a ridurre gli ambiti del contenzioso tributario, anche attraverso uno scambio sempre più agevole di informazioni – il ravvedimento operoso è stato rimodulato, attraverso un sostanziale ampliamento delle modalità e dei termini per la sua applicazione.

In primo luogo, sotto il profilo temporale, l’istituto – che prima delle modifiche era attivabile esclusivamente “entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall’omissione” – può, oggi, essere utilizzato dal contribuente, per regolarizzare le violazioni commesse in materia di tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, fino alla scadenza dei termini di accertamento. Ciò, a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento, delle quali i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza (comma 1-ter). A tale fine, si fa presente che, tra i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, rientrano anche l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e le addizionali regionale e comunale all’IRPEF la cui disciplina segue quella del tributo erariale cui afferisce.

In ossequio alle finalità e ai presupposti fondanti dell’istituto, rimane altresì limite invalicabile alla possibilità di ravvedere la violazione la circostanza che al contribuente sia stato notificato formalmente, con riferimento a tale violazione, un atto di liquidazione o di accertamento ovvero che lo stesso abbia ricevuto una comunicazione di irregolarità recante le somme dovute ai sensi degli articoli 36-bis e 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni (comma 1-ter).

Inoltre, sono state introdotte diverse ed ulteriori misure di riduzione della sanzione, con l’obiettivo di garantire una maggiore premialità per il contribuente che si attivi tempestivamente rispetto al momento di commissione della violazione oggetto di regolarizzazione.

Jobs Act: conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi

jobs actIn data 6 marzo 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il decreto legislativo, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (legge delega sul Jobs Act), in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.

Il decreto è entrato in vigore il giorno 7 marzo 2015. Pertanto, alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, alle trasformazioni di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o agli apprendisti passati in qualifica dalla predetta data (7 marzo 2015) si applicherà la disciplina di cui al nuovo decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti.

In particolare, tale decreto introduce un nuovo istituto di conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi, che consente al datore di lavoro di offrire una somma predeterminata in modo certo al lavoratore in cambio della rinuncia alla impugnazione del licenziamento, somma che per il lavoratore non rientra nel reddito imponibile ai fini fiscali. La norma si applica ai lavoratori che a partire dal 7 marzo 2015:

  • sono assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (art. 1, comma 1);
  • sono interessati da una trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, ovvero, agli apprendisti passati in qualifica (art. 1, comma 2), ma anche – unica eccezione – per i lavoratori assunti in precedenza nelle aziende che dopo entrata in vigore del decreto legislativo supereranno la soglia dei 15 dipendenti (art. 1, comma 3).

Tale conciliazione deve avvenire in una delle sedi assistite di cui all’articolo 2113, comma 4 del codice civile ovvero presso le Commissioni di certificazione di cui all’articolo 82, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (art. 6, comma 1).

Jobs Act conciliazione contratto a tutele crescenti licenziamento illegittimo impugnazione licenziamento

I nuovi parametri dell’INPS per gli Assegni del Nucleo Familiare 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016

anfLa legge n. 153/1988 stabilisce che i livelli di reddito familiare ai fini della corresponsione dell’assegno per il nucleo familiare sono rivalutati annualmente, con effetto dal 1° luglio di ciascun anno, in misura pari alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno di riferimento dei redditi per la corresponsione dell’assegno e l’anno immediatamente precedente. In base ai calcoli effettuati dall’ISTAT, la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo tra l’anno 2013 e l’anno 2014 è risultata pari allo 0,2%. In relazione a quanto sopra, sono stati rivalutati i livelli di reddito in vigore per il periodo 1° luglio 2014-30 giugno 2015 con il predetto indice. Gli stessi livelli di reddito avranno validità per la determinazione degli importi giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della prestazione.

Rilascio della Certificazione Unica 2015 per i pensionati residenti all’estero

20140223-023743.jpgL’INPS, con la Circolare n. 71 dell’8 aprile 2015, ha illustrato le modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015 e i diversi canali a disposizione dell’utenza. I numerosi pensionati dell’Istituto presenti all’estero potranno ricevere la comunicazione secondo i seguenti canali:

  1. Fornitura telematica della Certificazione Unica 2015: gli utenti in possesso di PIN possono scaricare e stampare la Certificazione Unica 2015 dal sito http://www.inps.it ed agli utenti in possesso di un indirizzo di posta elettronica CEC_PAC, noto all’Istituto, la Certificazione Unica 2015 viene comunque recapitata alla casella PEC corrispondente.
  2. Posta elettronica: in ogni caso è possibile richiedere la trasmissione telematica della Certificazione Unica da parte di titolari di indirizzo di posta elettronica certificata mediante una richiesta, corredata di copia del documento di identità del richiedente, alla casella richiestaCertificazioneUnica@postacert.inps.gov.it. È anche possibile richiedere il modello di Certificazione Unica tramite posta elettronica semplice, allegando alla comunicazione un’istanza scannerizzata in cui va indicato anche il numero di certificato della pensione presente nel cedolino, oltre alla copia del documento di identità.
  3. Patronati: l’utente residente all’estero, per l’acquisizione della Certificazione Unica 2015, può avvalersi di un ente di Patronato. Ovviamente la visualizzazione della Certificazione Unica 2015 da parte degli intermediari è subordinata all’acquisizione di una specifica delega o mandato di assistenza.
  4. Richiesta telefonica: i pensionati residenti all’estero possono richiedere la certificazione, che sarà inviata via-posta presso l’indirizzo risultante all’Istituto, fornendo i propri dati anagrafici e il numero di codice fiscale, ai seguenti numeri telefonici:
    1. i numeri verdi internazionali, gratuiti da telefono fisso, disponibili per Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Svizzera, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e il sabato dalle 8 alle 14 (ora italiana) Belgio 080013255 – Danimarca 80018297 – Francia 0800904332 – Germania 08001821138 – Gran Bretagna 0800963706 – Irlanda 1800553909 – Paesi Bassi 08000223952 – Portogallo 800839766 – Spagna 900993926 – Svezia 020795084 – Svizzera 800559218
    2. il numero del Contact Center dall’estero, 0039 06 164164 (a tariffazione ordinaria); il Contact Center è raggiungibile anche via Internet dall’apposita sezione del sito Inps e via Skype verso l’account “contactcenter803164”
    3. numeri a tariffazione ordinaria 0039 06 59058000 e 0039 06 59053132, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19 (ora italiana).

Entro il 31 luglio la possibilità per i contribuenti decaduti da un precedente piano di rateazione di essere riammessi

equitalia2Riaperta una “finestra temporale” per i contribuenti decaduti da un precedente piano di rateazione con Equitalia. Infatti, con i decreti attuativi del milleproroghe, è ammessa la possibilità di richiedere un nuovo piano, fino a un massimo di 72 rate, a condizione che la decadenza sia intervenuta nel 2014 e che la richiesta pervenga entro il 31 luglio 2015.