Congedo per vittime di violenza di genere: domanda online

​ Le domande di congedo indennizzato per le donne vittime di violenza di genere dovranno essere presentate online. A comunicare la novità è l’Inps con la circolare n. 3 del 25 gennaio 2019, nella quale ricorda che il congedo, introdotto dal D.Lgs. n. 80/2015 e disciplinato dall’Istituto con la circolare n.65/2016, può essere fruito esclusivamente dalle lavoratrici – dipendenti, autonome, stagionali, domestiche – inserite nei percorsi di protezione, previsti dalla legge, per un periodo massimo di 90 giornate lavorative, fruibili nell’arco temporale di tre anni.

La presentazione della domanda online, a carico della lavoratrice, può avvenire ricorrendo a tre canali alternativi: il servizio on-line dedicato del sito dell’Inps, accessibile al percorso: “Tutti i servizi” > “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” > “Indennità a titolo di congedo per lavoratrici vittime di violenza di genere” con PIN dispositivo, SPID almeno di Livello 2 o CNS; chiamando il Contact Center Multicanale; mediante i patronati. Dopo aver compilato la richiesta, il sistema produrrà la ricevuta contenente il numero di protocollo in entrata e il rispettivo modello precompilato con i dati inseriti. Fermo restando quanto disposto dalla circolare n. 65/2016 in merito alla certificazione medico/amministrativa, il sistema consente di allegare in formato elettronico ogni ulteriore necessaria documentazione. L’Istituto precisa comunque che sarà ancora possibile presentare domanda in formato cartaceo solo fino al 31 marzo. A decorrere dal 1° aprile, infatti, l’impiego del canale telematico diventerà esclusivo. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Bonus nido: dal 28/01 servizio per invio domande

A partire da lunedì 28 gennaio, dalle ore 10:00, sarà attivo il servizio online per richiedere il bonus asilo nido per il 2019. Il contributo, fino a un importo massimo di 1.500 euro su base annua, può essere corrisposto, previa presentazione della domanda da parte del genitore, a beneficio di bambini nati, adottati o affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette degli asili nido pubblici e privati autorizzati e in favore dei bambini di età inferiore a tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari.

A comunicarlo è l’Inps informando che per la presentazione della domanda il richiedente del bonus dovrà allegare la documentazione comprovante il pagamento almeno della retta relativa al primo mese di frequenza per cui si richiede il beneficio oppure, nel caso di asili nido pubblici che prevedono il pagamento delle rette posticipato rispetto al periodo di frequenza, la documentazione da cui risulti l’iscrizione.

Per i bambini di età inferiore ai tre anni impossibilitati a frequentare gli asili nido, il richiedente dovrà presentare la domanda allegando l’attestazione rilasciata dal pediatra che attesti l’impossibilità del bambino di frequentare l’asilo nido per l’intero anno solare di riferimento, a causa di una grave patologia cronica. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

A destra necessaria autocritica, si rifletta sul passato per guardare al futuro

Le cronache degli ultimi giorni hanno registrato la presa di posizione del Primo cittadino rispetto i comportamenti e le azioni della controparte politica, e, di rimando, accuse rispedite al mittente per quanto riguarda gli esponenti del centrodestra.

Nelle more di un dibattito, dai toni e dalle argomentazioni ovviamente contrapposti, non possono non scaturire alcune riflessioni che maturano al netto delle convinzioni che ognuno, pro domo sua, esterna.

Non ci vuole una profonda analisi per comprendere quale sia lo status quo attuale del gradimento di cui gode il nostro Sindaco tra la maggioranza dei reggini, i quali si trovano a dover quotidianamente assistere a degrado e disservizi e che non meritano polemiche fine a sé stesse e non certo propedeutiche a risolvere questioni che tanto ostacolano una decantata, ma mai attuata, normalità.

La cittadinanza, infatti, non chiede programmi straordinari, bensì ciò che, in altre realtà, risulta ordinario. Preso atto delle difficoltà oggettive che scandiscono l’agenda giornaliera di ogni reggino, ritengo che sia l’eventuale prospettiva di una soluzione ai disagi più evidenti ciò che possa interessare la comunità, e non un confronto aspro che mira a colpire, rispettivamente, l’avversario politico.

Di fatto, da un lato abbiamo ascoltato una conferenza stampa dai toni deboli sul fronte delle problematiche che un’amministrazione accorta avrebbe dovuto e potuto prevedere e, quindi, appianare dopo quasi cinque anni di governo, senza nascondersi dietro il solito alibi delle casse piangenti a causa delle iniziative passate, dalle quali, ricordiamo sono trascorsi 10 anni; dall’altro una difesa (legittima, ci mancherebbe!) che non contiene idee intese quali strumenti per avviare non solo delle critiche all’operato di una Giunta ed un Consiglio comunale (che navigano a vista e fanno finta non vi sia il mare in tempesta) bensì una seria riflessione che ancora sembra lontana dal poter nascere e svilupparsi.

Bisogna che quest’ultima parta dalla memoria: cioè dal passato che deve rappresentare la strada maestra affinché non si ripetano degli errori, e, soprattutto, affinché non si dimentichi il buono che la destra ha realizzato in riva allo Stretto.

Ciò non può essere possibile basandosi solo sul grande consenso che ha caratterizzato il centrodestra sino al 2011, ma deve andare oltre, ricordando i momenti esaltanti e le grandi progettualità mirate e non dimenticando i periodi bui, garantendo all’elettore la possibilità di poter esprimere una scelta che non avvenga sui demeriti altrui, per quanto consistenti essi siano, ma su un’alternativa profondamente ponderata e valida.

Ripartire per poter raggiungere un risultato, che si trasformi in benefici per la città ed i reggini, vuol dire anche ammettere gli errori, riconoscere che responsabilità sono state affidate con leggerezza; vuol dire prodursi in una concreta autocritica così da invogliare i reggini a scommettere, con una certa sicurezza, su una futura compagine amministrativa credibile per proposte, capace di innovarsi e rinnovarsi, in grado di riconoscere i propri limiti e tentare di superali gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Non si può, infatti, correre una gara senza aver bene analizzato le tipicità del percorso, guardando indietro per controllare a che punto sia l’avversario, dimenticando che la meta è davanti a sé.

Spero venga presto il tempo della discussione, perché per vincere e convincere non è sufficiente la manifesta incapacità politico – amministrativa dell’Esecutivo e della maggioranza che occupano Palazzo San Giorgio: la legge dell’alternanza che viene fuori dalle urne, non deve fondarsi, appunto, sull’avvicendamento dei fallimenti di destra e sinistra o su slogan fumosi, ma su una squadra coesa, scevra da personalismi e su un programma strategico e lungimirante.

Riscatto laurea: risparmio del 55%

​ Con il nuovo riscatto “light” della laurea introdotto dal Decreto Legge su reddito di cittadinanza e quota 100, nel 2019 un lavoratore di 44 anni con una retribuzione lorda imponibile di 35.000 euro otterrà un risparmio del 55% rispetto al riscatto ordinario. È il calcolo elaborato della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro sulla base delle misure del Decreto Legge reso noto dal governo.

L’esempio prende in considerazione un lavoratore nato nel 1975 con un primo contributo accreditato nel 1993 e laureatosi in giurisprudenza dal 1996 al 2000, senza aver versato contributi nei 4 anni di durata legale del corso. Secondo le disposizioni ordinarie, applicando l’aliquota IVS vigente del 33% per il reddito imponibile delle ultime 52 settimane, il lavoratore pagherebbe 11.550 euro per ogni anno di riscatto, con l’incremento sia dell’anzianità assicurativa e contributiva (salgono gli anni di contributi accantonati) che dell’assegno di pensione (aumenta il montante contributivo che genererà l’importo). Con il riscatto agevolato, invece, prendendo in considerazione l’aliquota IVS vigente (33%) per il reddito minimo di riferimento nella Gestione degli Artigiani e Commercianti pari a 15.710 euro nel 2018 (ma si attende il calcolo ufficiale per quest’anno), il costo per ogni anno di riscatto scende a 5.184 euro, ma ad aumentare sarà solo l’anzianità assicurativa e contributiva e non l’assegno pensionistico. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Quale 2019 ci attende? A Reggio i conti non tornano?

E’ usuale, a inizio anno, tracciare dei bilanci di ciò che ha caratterizzato i 12 mesi appena trascorsi. Un’operazione che forse ai più potrebbe sembrare superflua o semplicemente inutile, ma che invece, a mio avviso, rappresenta un momento di riflessione, soprattutto se gli argomenti della valutazione coinvolgono la comunità. Anche nel corso del 2018 abbiamo ascoltato il solito refrain delle casse che languono, delle difficoltà dell’ente a reperire risorse, delle corse ad ostacoli per raggiungere una normalità, che dovrebbe essere il minimo garantito e che, invece, diventa uno ‘straordinario’ a favore di flash e condito da dichiarazioni trionfali. Sappiamo benissimo che ogni comune, nel nostro paese, soffre. Sappiamo che i fondi pubblici, destinati al Meridione, si sono dispersi in mille rivoli prendendo, a volte, altre strade.

Conosciamo i risultati di un concetto di “fallimentare” federalismo che ha portato a tentare di migliorare il proprio territorio, senza guardare oltre e rendersi conto che un paese deve crescere armonicamente perché i gap di un’area andranno, a lungo andare, a condizionare quella parte che determinate insufficienze non le soffre o le sopporta meglio.

Ma, per quanto ci riguarda più da vicino, sarebbe arrivato il momento di capire davvero come stanno le cose. O almeno pretendere chiarezza da parte di chi potrebbe fornirci tali delucidazioni. Non sto qui ad elencare occasioni perse, spoliazioni di varia natura, situazioni di degrado quotidiano e diffuso che le cronache ci hanno consegnato con cadenza quasi costante.

L’unica necessità che ritengo impellente è comprendere, al netto di una programmazione inesistente e di una navigazione a vista senza carte nautiche a disposizione, quali le reali condizioni dell’economia di comune e città metropolitana, perché l’occhio del cittadino, anche di quello meno attento, non può non scorgere delle evidenti incongruenze. Tra le ultime la nomina di Enzo Cuzzola (cui formulo i miei complimenti avendo lavorato con lui in commissione bilancio del Comune) scelto per la sua incontestabile esperienza, ma comunque ennesimo esempio della “dissociazione” tra ciò che si predica e si è predicato e ciò che succede, invece tra le mura dei palazzi a Piazza Italia.

Tornando indietro alle celebrazioni mariane, infatti, non possiamo non ricordare gli eventi di piazza che si sono svolti. Come? Volendo poi fornire altri esempi, senza dilungarsi troppo, non possiamo dimenticare tutti gli “eventi” collaterali “all’avvento” dell’acqua del Menta (qui ci sarebbe da aprire altro dibattitto in merito la reale presenza del prezioso liquido nelle case, ma passiamo oltre o/e l’opportunità di festeggiare qualcosa atteso per oltre quarant’anni…sic!) che sicuramente avranno avuto un costo. Restando, però, ai giorni nostri ecco una Reggio addobbata per le festività natalizie, con persino il momento musicale per la notte di San Silvestro. Nulla quaestio sull’atmosfera creata (magari gli spettacoli e un’ambientazione festosa non erano poi così nefasti!) ma anche qui paga Palazzo Alvaro, che, per amor di cronaca, avrebbe dovuto pensare alle decorazioni anche per gli altri 97 comuni della provincia (l’eventuale campanilismo in questi casi lo trovo, infatti, strumentale).

Mi chiedo dunque: la Città Metropolitana è il bancomat del comune quando si tratta di ‘mostrare’ a fini propagandistici ed elettorali? I fondi, quando interessa, perciò ci sono? Oppure si pensa, sic et simpliciter, di ‘illudere’ il cittadino con luci intermittenti e colori sgargianti sperando che possa, appunto, non accorgersi di ciò che, ogni giorno, lo circonda?

Attendiamo fiduciosi, restando in tema, che si faccia luce su determinate questioni…