un emendamento in consiglio per ristrutturare i beni confiscati alla ‘ndrangheta, caduta di stile del centrosinistra
“Ad un bel risultato ottenuto oggi dal Consiglio comunale contro la ‘ndrangheta siamo costretti ad accostare la solita presa di posizione strumentale di una parte del centrosinistra che, ancora una volta, dimostra di combattere le mafie solo a parole”. Lo affermano, in una nota, il Capogruppo del Pdl al Comune Beniamino Scarfone e il Consigliere comunale Daniele Romeo. “Oggi il civico consesso ha approvato un punto importantissimo – spiegano Scarfone e Romeo – perché è stato deciso che le eventuali entrate dal processo “Meta”, in cui l’Amministrazione Comunale si è costituita quale parte civile, stimate in circa 2 milioni di euro, saranno destinate interamente alla ristrutturazione di beni confiscati alla ‘ndrangheta che poi saranno destinati a usi sociali. Inoltre – aggiungono gli esponenti del Pdl Scarfone e Romeo – l’emendamento che abbiamo presentato impegna l’Amministrazione, nel caso in cui tali somme non dovessero arrivare entro i prossimi due esercizi, a ricercare altrove le risorse necessarie. E’ una risposta importantissima che testimonia come questa classe dirigente sia impegnata concretamente a combattere la ‘ndrangheta, secondo il principio per cui il Comune deve essere sempre e comunque presidio di legalità. Per questo dispiace che, per un inutile spirito di contrapposizione politica, il Partito Democratico ed Energia Pulita abbiano votato contro questo provvedimento, a dimostrazione di una cattiva diffusione tra i politici dell’antimafia modello ‘zero azioni e solo parole’: abbiano il buon senso di spiegare ai cittadini quale “nobile motivazione” ci sia dietro tale decisione, dato che soprattutto il capogruppo del Pd dovrebbe conoscere bene, vista la sua professione, l’importanza del corretto uso dei beni confiscati. La maggioranza guidata dal Sindaco Arena – concludono i Consiglieri comunali Scarfone e Romeo – invece dimostra ancora una volta di essere convinta a produrre azioni importanti per rafforzare la legalità, senza se e senza ma”.
26 Dicembre : 65 anni fa nasceva il MSI e adottava come simbolo la Fiamma del Combattentismo italiano
a Reggio… striscione per i 60 anni
il 26 dicembre formale caduta dell’Unione Sovietica
Nell’agosto 1991 (fra il 19 ed il 21), l’Unione Sovietica si dissolse dopo un fallito colpo di stato, tentato da alcuni elementi dei vertici militari e dello Stato(Janaev,Jazov ed altri), che osteggiavano la direzione verso cui Gorbačëv stava guidando la nazione ed il nuovo patto federativo delle repubbliche sovietiche che doveva essere siglato dopo poche settimane. Forze politiche liberali e democratiche guidate da Boris Eltsin usarono il colpo di stato per mettere in un angolo Gorbačëv (che era formalmente impegnato contro gli ideali dello stalinismo), bandendo il Partito Comunista e spezzando l’Unione. L’8 dicembre 1991 i presidenti di Russia, Ucraina e Bielorussia firmarono a Belavezha il trattato che sanciva la dissoluzione dello Stato sovietico. In seguito l’Unione Sovietica venne sciolta formalmente dal Soviet Supremo, il 26 dicembre 1991. Il giorno prima Gorbačëv aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente dell’URSS. (fonte Wikipedia)
iniziativa benefica dei giovani consulenti del lavoro di Reggio Calabria
Oggi pomeriggio una delegazione dell´ugcdl di Reggio Calabria ha consegnato al Sindaco di Rosarno E. Tripodi 100 coperte da utilizzare all´ interno del campo che ospita i lavoratori africani divenuti “famosi” per l´ insurrezione per le strade della citta´ della piana.
I giovani cdl, rispondendo all´ appello lanciato dal primo cittadino rosarnese, hanno organizzato una cena tra gli iscritti all´ ordine il cui ricavato e´ stato destinato per l´ acquisto di coperte. Un grazie a tutto l´ordine professionale reggino che non ha esitato a sostenere questa iniziativa.
Canale non si domanda dove sono i tre moschettieri dell’antiscopellitismo
Avrei volentieri evitato di intervenire su una vicenda che mi ha profondamente amareggiato, sia sul piano politico che su quello personale. Non posso però lasciare passare le ennesime esternazioni del “solito” Canale.
L’avvocato Canale, per professione, dovrebbe sapere e insegnare a tutti noi che la Costituzione prevede tre diversi gradi di giudizio che garantiscono ad ogni imputato, fino all’ultima e definitiva sentenza, ogni possibilità di ritenersi innocente. Censurando ogni tipo di comportamento poco consono all’etica che un rappresentante dei cittadini deve tenere, ripongo la massima fiducia nella Magistratura, quella che con serietà e altissima professionalità non si lascerà certo trascinare in un gioco al massacro portato in essere da soggetti evidentemente carenti di stile e dignità.
Riguardo al passaggio in cui Canale si erge ad esegeta del pensiero e del retro pensiero del nostro Sindaco, desidero venire incontro al consigliere ex Pdci, poi ex Ep e ora Pd, che si aggroviglia nel maldestro tentativo: durante le riunioni di maggioranza, come tutti i colleghi possono testimoniare, Demi Arena ha spesso rimarcato la pacatezza di Plutino sottolineando come lo stesso, nonostante la cocente delusione per non essere stato indicato dal nostro partito quale componente della Giunta, abbia continuato a svolgere il ruolo di consigliere con puntualità senza mettere in atto comportamenti poco consoni e dettati da sterili personalismi.
Canale cerca, questo sì, di essere protagonista; purtroppo per lui ha prima “bucato” clamorosamente con il suo pulmino, poi ha continuato con il consueto nervosismo ad andare in escandescenza, assumendo comportamenti anomali e inidonei al Civico Consesso, non pago, forse, della pesante condanna per calunnia sentenziata nei suoi confronti nemmeno qualche mese fa dalla Magistratura reggina. L’ex autista di pulmino, dimostra scarso giudizio della gente che invece sa per quale motivo, i solerti Laratta(?), Lo Moro, e Angela Napoli, si interessino in maniera ansiosa alle questioni di Reggio, senza però aver mai prodotto, per la nostra comunità, nemmeno un minimo atto per migliorarne le condizioni di vita. Di più: Trenitalia taglia, Alitalia scappa via, Anas fa spallucce: perché Canale non si domanda dove siano, in questi casi, i tre moschettieri dell’antiscopellitismo elevato a forme degne più di analisi scientifica che politica? Inoltre, non credo che Demi Arena abbia bisogno di cercare “un minimo consenso”. Sappia Canale che quel consenso Arena lo ha già ottenuto a Maggio scorso, ed è stato il doppio di quello massimo da lui ottenuto nonostante i suoi inquinanti ed inquieti giri in pulmino. Il protagonismo, infine, Canale lo ha già raggiunto: è stato protagonista nell’ultima seduta del consiglio comunale con la sua assenza. Grazie a questo, il centrosinistra dopo anni ha ottenuto un sia pur piccolo risultato e, grazie ancora alla sua assenza, si è riuscito a votare un emendamento comune. Questo sì che vuol dire essere protagonisti! Consigliamo a Canale di diradare le sue presenze in aula, più che altro per ottenere altri successi con la sua coalizione. Un contributo all’ecologia della politica che sembrava essere uno dei suoi cavalli di battaglia e che, lo si è constatato, si può davvero raggiungere con un minimo sforzo. Questa ultima esternazione (e speriamo davvero che sia tale, perché sta diventando stucchevole) dimostra solo che, come il suo ispiratore politico ha la sindrome Scopelliti, Canale sembra avere quella di Demi Arena. Purtroppo per questa sindrome non c’è cura.
Scarfone su nomina Amato a presidente del coordinamento provinciale Giovane Italia
Il capogruppo consiliare del PdL a Palazzo San Giorgio esprime il proprio apprezzamento per la nomina di Luigi Amato a presidente del coordinamento provinciale della Giovane Italia.Complimenti indirizzati non solo al neopresidente ma anche all’ex ministro della Gioventù, onorevole Giorgia Meloni, nella sua qualità di presidente nazionale del movimento giovanile ed al collega Daniele Romeo, quale Presidente regionale dell’organizzazione.“Una scelta, quella ricaduta su Amato – dichiara Beniamino Scarfone – che con vivo compiacimento non provenire, come spesso accade, da determinazioni prese dall’alto, bensì scaturite da un interessamento costante della base militante che ha individuato proprio in Amato la persona più adatta a rappresentare, in questo frangente, la Giovane Italia. Sono certo – prosegue il capogruppo consiliare – che il neopresidente saprà ben ponderare le decisioni da prendere tramite un lavoro collegiale ed uno spirito sinergico, com’è appunto nella tradizione della destra italiana. Urge infatti – aggiunge Scarfone – un ritorno alla pura militanza, alla costruzione di un rapporto costante con le giovani generazioni, all’interno delle scuole e delle università, con l’obiettivo primario di riavvicinare tutti i delusi della politica italiana che, oggi, affronta una delle sue più dure crisi, proprio a causa dello scollamento dei partiti e delle Istituzioni dagli elettori. Questo uno degli indirizzi prioritari – conclude il capogruppo piddiellino – che dovrà essere senza dubbio sostenuto dalla Giovane Italia a Reggio, dal presidente Amato, dal coordinatore Domenico Rositano con il supporto del Popolo delle Libertà già pronto ad una nuova avventura di partecipazione interna con i prossimi congressi cittadini e provinciali per il ripristino dei vertici del maggiore partito italiano”.
consegnati i premi per il concorso “Europa in arte”
Il Centro d’informazione europeo Europe Direct del Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con l’Associazione partner Pronexus, Rete di Agenti per lo Sviluppo Locale di Reggio Calabria, ha consegnato venerdì 16 dicembre u.s, durante la manifestazione “Porte aperte all’Europa”, i premi del concorso estemporaneo di idee “Disegna la tua Europa” dedicato agli studenti frequentanti l’ultimo anno delle scuole primarie e secondarie di I grado del Comune di Reggio Calabria. L’iniziativa, organizzata in occasione della celebrazione della Festa dell’Europa, il 9 maggio, ha previsto una giornata di attività culturali e informative dedicate sia alle scuole del Comune di Reggio Calabria che a tutta la cittadinanza per condividere i valori e gli ideali europei e per conoscere le grandi possibilità che l’Europa offre. La celebrazione ha ricordato il giorno memoriale di 61 anni fa quando, nel 1950, alle soglie di un terzo conflitto mondiale, si dà il via con la proposta Schuman di istituire un’Europa organizzata per la creazione e il mantenimento di relazioni pacifiche fra i paesi europei al processo di creazione dell’odierna Unione europea. Il progetto Europa nasce come vessillo della pace nel mondo da alimentare e salvaguardare attraverso la creazione di un patrimonio culturale europeo motore dello sviluppo umano e della civiltà. Riconoscendo l’importanza che l’Unione Europea assegna alla cultura come motore del progresso e del benessere sociale, lo Europe Direct ha dedicato l’edizione 2011 della Festa dell’Europa all’Arte come mezzo espressivo in grado di avvicinare le persone stimolando il dialogo e la conoscenza tra i popoli mettendo in evidenza i seguenti aspetti: • l’Europa dei diritti (sottolineando i concetti di cittadinanza, partecipazione, accesso all’informazione e dunque le reti di informazione) • l’Europa delle Istituzioni e dei valori (enfatizzando il carattere storico – rievocativo con cui viene generalmente ricordata la Festa del 9 maggio). I vincitori del Concorso sono un gruppo di alunni di diverse classi dell’istituto scolastico Galluppi, diretto dalla Dirigente scolastica Dott.ssa Mariaantonia Puntillo per la categoria “scuole primarie” e le classi I B II B e III D dell’Istituto comprensivo Vitrioli, Pascoli e Ibico diretto dalla Dirigente Dott.ssa Orsola Latella per la categoria delle scuole secondarie di I grado. I premi sono stati consegnati dai consiglieri del Comune di Reggio Calabria Beniamino Scarfone e Antonio Pizzimenti, dalla Dott.ssa Grazia Giannaccari coordinatrice del gruppo di lavoro e referente del Centro Europe Direct, dalla Dott.ssa Rossella Pandolfino – Presidente dell’Associazione Pronexus. I disegni scelti e le immagini della manifestazione possono essere visionati sul sito http://www.europa.reggiocal.it.
20 anni scomparsa Sen. Ciccio Franco
Sono trascorsi vent’anni dalla scomparsa del senatore Ciccio Franco. Le manifestazioni in ricordo di un grande reggino impongono una considerazione che non sia indirizzata solo alle azioni compiute da un personaggio ormai emblema importante della recente storia della Città dello Stretto, ma che ci veda anche impegnati a riflettere sull’eredità che egli ha lasciato soprattutto in termini di amore, attaccamento, passione verso la propria terra. Ciccio Franco rappresenta per noi giovani amministratori e non solo, un esempio delle battaglie condotte per garantire al nostro territorio parametri di crescita e sviluppo che potessero armonizzarsi con il resto del Paese. Le direzioni poi intraprese dalla politica del tempo e dai fatti storici che ci hanno drammaticamente narrato di promesse mai mantenute, non sminuiscono assolutamente la determinazione di un uomo, di un rappresentate istituzionale che ha posto gli interessi di Reggio al di sopra di qualsivoglia trasporto di natura personale. Egli ha perseguito per la nostra amata città degli obiettivi traducibili in un’unica parola: opportunità. Ed è proprio il concretarsi di tale sostantivo che deve divenire, a mio avviso, il motore principale su quale devono necessariamente snodarsi le azioni della politica, oggi più di ieri. Quello che dobbiamo con forza chiedere al Governo Nazionale è, perciò, di vederci garantite, realmente, delle opportunità, intese nell’accezione più ampia del termine. Tra le ultime decisioni significative che Roma ha intrapreso nei confronti di Reggio non possiamo non citare la presenza straordinaria dell’Esercito in riva allo Stretto, determinata, appunto, dallo scopo di fronteggiare le emergenze legate alle azioni della criminalità organizzata: non è mia intenzione assolutamente denigrare l’operato, a qualsiasi stadio, di tutte le professionalità, Forze dell’ordine e magistratura, preposte al mantenimento della legalità ed a tutela del cittadino, bensì quello di ragionare in merito alla destinazione di tali risorse, soprattutto in un territorio complesso quale quello reggino. E’ vero le maglie criminali soffocano con drammaticità le grandi potenzialità che Reggio è in grado di esprimere, ma, proprio a fronte di tali difficoltà, può essere un biglietto da visita poco rassicurante incontrare ‘mimetiche e blindati armati’ dell’Esercito nel centro cittadino. Questo pur apprezzando il significato che si cela dietro la decisione governativa in merito al loro dispiegamento e, quindi, di attenzione al nostro territorio violentemente vessato dalla ‘ndrangheta. E’ altresì vero che sconfiggere la criminalità organizzata da sempre rappresenta una priorità nell’agenda politica di tutti i Governi succedutisi dal dopoguerra ad oggi: tante le lotte vinte grazie all’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine in particolare negli ultimi anni, ma la conclusione della guerra è ancora lontana. Ecco perché gli strumenti per condurre in maniera vittoriosa questa campagna a favore della definitiva legalità, secondo il mio personale parere, devono essere diversi, nuovi. E la parola chiave dovrebbe essere appunto ‘opportunità’, al punto tale che questa divenga confine con il termine diritto. Potrei citare, principalmente, il diritto alla mobilità affinché tutti, da ogni angolo del territorio, in particolare i giovani, possano raggiungere agevolmente luoghi di studio, lavoro, vacanza, o, in generale, posti che mirino al proprio ampliamento culturale, unico strumento per lo sviluppo della nostra realtà. Questo territorio paga lo scotto per la ristrutturazione di un’A3 che una volta ultimata darà solo una semplice corsia d’emergenza ai Calabresi dopo decenni di disagi ed isolamento e non sarà lontanamente paragonabile alle autostrade del Nord e dell’Europa. E’amaro, quindi, constatare che sarebbe costata di meno un’autostrada ‘ex novo’, magari declassando l’A3 ad arteria a ‘scorrimento veloce’. E come non soffermarsi anche sulle recenti e drammatiche decisioni intraprese da Rfi ed Alitalia? La politica deve essere cosciente che ogni scelta intrapresa incide direttamente sulla vita dei cittadini: per questo dobbiamo chiedere, fortemente, alle autorità centrali di fornirci le possibilità per offrire, appunto, questa auspicate opportunità in termini di risorse ed infrastrutture, anche con l’ausilio di uomini e mezzi, magari utilizzando i militari per garantire legalità in altri ambiti che, rispetto al resto d’Italia, risultano spesso pilotati da espressioni criminali. Sarebbe questo uno modo per veicolare un messaggio preciso: cioè che sono le Istituzioni a fornire sicurezze ai cittadini e non l’antistato che intende sostituirle sottraendo al territorio occasioni concrete di crescita.







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