Respingiamo al mittente le irresponsabili dichiarazioni apparse sulla stampa da parte del centrosinistra reggino rispetto alla nota stampa dei capigruppo PdL, UdC e Scopelliti Presidente.
I soliti “tipi sinistri” non si smentiscono nemmeno in questa occasione. Basta rileggere il comunicato di Scarfone, Bagnato e Raso per rendersi conto che quanto riportato da Canale and friends è stato artatamente rivisitato per montare polemiche ed ingenerare confusione. D’altronde siamo abituati a registrare posizioni di questo tipo. I reggini non hanno la memoria corta e ricordano bene le prese di posizione, dentro e fuori dall’aula consiliare, rispetto a problemi seri come i trasporti, la lotta alla ‘ndrangheta, fin’anche sull’approvazione dell’Odg sulla Madonna della Consolazione. Ogni occasione è buona per voler far scadere il dibattito politico in rissa. Ogni frase, parola o virgola può essere utilizzato per voler livellare verso il basso l’istituzione comunale.
Anche sulla proposta, ampiamente condivisa all’interno della maggioranza, eventualmente di non finanziare il cartellone del Cilea, l’occasione è ghiotta per Canale & Co. per rilanciare il tormentone contro Scopelliti o lanciare sospetti su quali recondite motivazioni si potrebbero nascondere.
L’Amministrazione comunale negli ultimi due anni ha subito un taglio dei trasferimenti statali di più del 40%. Passiamo dai 61 milioni del 2010 ai 33 milioni del 2012. Un amministratore responsabile prima di agitare le folle dovrebbe fare i conti con la realtà. Nessuno rinnega quello che è stato fatto negli anni passati. La nostra città, negli anni del Sindaco Scopelliti, è stata al centro dell’attenzione italiana ed internazionale per i grandi eventi e le iniziative culturali. Abbiamo vissuto anni importanti passando da città dolente a città metropolitana con grandi prospettive.
L’amministrazione Arena, consapevole dei tempi e delle circostanze storiche, ha agito nel settore della cultura e degli spettacoli con lungimiranza ed uno spiccato spirito collaborativo puntando sulla valorizzazione delle risorse reggine riuscendo a presentare spettacoli e manifestazioni di spessore, contenendo notevolmente le spese.
La cultura non è un lusso, non è un “costo”, è un investimento necessario. Solo che oggi dobbiamo avere il coraggio, avendo cura di tutelare le politiche sociali, di affrontare un serio piano dei costi in tutti i settori.
Il problema serio di questo centrosinistra é la mancanza di proposte e la voglia di non confrontarsi: vige rigorosamente il no a prescindere. Con la conseguente e ormai ripetitiva critica che, sinceramente, ha come unico risultato quello di stancare i reggini.
Negli ultimi due anni grazie a questa “sinistra” politica ci troviamo in mezzo ad un guado. Questa sinistra ha venduto la propria città alla mercé dei giornali nazionali, sadico nel vedere la propria Reggio svergognata da falsità e immondizia nel panorama nazionale.
A differenza loro, noi discuteremo insieme sui tagli e sulle decisioni da prendere per il futuro avendo come unica stella polare la nostra città.
Beniamino Scarfone (PdL)
Michele Raso (Scopelliti Presidente)
Bruno Bagnato (UDC)
Massimo Ripepi (PACE)
Rocco La Scala (PRI)
Francesco Plateroti (SUD)
Emiliano Imbalzano (Popolari e Liberali)




“Della Valle dice che non compra auto Fiat, Marchionne che non compra più scarpe Tod’s, la gran parte degli italiani non si pone il problema, visto che non ha i quattrini né per le une né per le altre”. E’ una battuta che circola e che, come tutte le battute, ha una radice di verità. Perché al netto delle polemiche sul valore del manager italo-canadese a due facce – sugli altari in Usa e nella polvere qui da noi, grandi risultati là e grandi promesse svanite in Italia – il problema di fondo sta nella situazione economica di un Paese che è fanalino di coda nella crescita e sul podio più alto del mondo occidentale per tassazione delle famiglie e delle imprese, per non parlare dei primati di crollo della produttività e di scarsa attrattività degli investimenti esteri. Un Paese che quindi non consuma e così produce quel poco che serve per il mercato interno andandosi a cercare con fatica clienti nel mondo intero.
Il governo Monti sta studiando un sistema per tagliare le buste paga? Lo rivela Libero in una dettagliata indiscrezione. In pratica si tratterebbe di dare attuazione ad un “suggerimento” del 2008 dell’allora presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: “Per risolvere il problema della produttività l’Italia dovrebbe eliminare completamente dalla retribuzioni la componente legata all’inflazione”. Un consiglio fortunatamente mai accolto in pieno, né da noi né altrove: l’indicizzazione dei salari, almeno di quelli più bassi, è presente ovunque, a cominciare da Francia e Germania. Quanto all’Italia, ormai andata da anni in soffitta la scala mobile, esiste la rivalutazione legata all’indice base Istat di aumento del costo della vita (depurato di alcuni consumi, tra i quali i tabacchi): questa mini-indicizzazione è l’unica, per esempio, della quale i dipendenti usufruiscono in caso di mancato rinnovo dei contratti collettivi e dei relativi scatti. Stessa cosa per i pensionati.






Rottamare la vecchia classe dirigente della sinistra, per mandare a casa i D’Alema, i Veltroni e i Bersani, non sarà un’impresa difficile per il sindaco di Firenze Matteo Renzi. A furia di litigi e di divisioni interne,
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