“Decreto Dignità”: istruzioni Inps su lavoro occasionale

Arrivano le istruzioni Inps per adeguare la gestione delle prestazioni di lavoro occasionale al quadro normativo introdotto dall’articolo 2-bis del “Decreto Dignità”, oggi Legge n. 96/2018. Con la circolare n. 103 del 17 ottobre l’Istituto, anche alla luce dei pareri espressi dal Ministero del Lavoro con le note prot. n. 6616, n. 6699 e n. 7036 del 2018, fornisce indicazioni operative sui regimi speciali nei settori dell’agricoltura, del turismo e degli enti locali, nonché sulle nuove modalità di pagamento delle prestazioni.

In particolare – spiega l’Istituto – la nuova disciplina estende da tre a dieci giorni consecutivi la durata dell’arco temporale entro cui è possibile rendere la prestazione lavorativa nel settore agricolo ed entro tale arco temporale l’impresa agricola può avvalersi delle prestazioni lavorative dichiarate anticipatamente. La comunicazione avviene mediante l’utilizzo di un calendario giornaliero gestito attraverso la procedura Inps, che prevede l’indicazione, da parte dell’utilizzatore, dell’arco temporale di svolgimento della prestazione, che va da uno a dieci giorni consecutivi, nonché della durata complessiva della predetta prestazione. La dichiarazione va trasmessa almeno un’ora prima dell’inizio della prestazione e l’utilizzatore può dichiarare in procedura anche il numero di giornate di lavoro che presuntivamente verranno rese nell’arco temporale indicato. Il messaggio specifica che è stato, altresì, introdotto uno specifico regime per le aziende alberghiere e le strutture ricettive che operano nel settore del turismo, che abbiano alle proprie dipendenze fino a otto lavoratori a tempo indeterminato, nonché per gli enti locali.

Novità anche nelle informazioni da comunicare alla registrazione nella procedura informatica dedicata alle prestazioni occasionali sul portale dell’Inps, con lo scopo di fornire tutti i dati necessari alla gestione del rapporto di lavoro e dei connessi adempimenti. Infine, introdotte nuove modalità di pagamento delle prestazioni finalizzate a ridurre i tempi di percezione del compenso da parte dei lavoratori. Gli adeguamenti della piattaforma telematica che supporta la gestione delle prestazioni occasionali saranno resi noti dall’Istituto con appositi messaggi. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Inps: cumulo reddito agricolo autonomo e NASpI

Ai fini delle verifiche reddituali per la cumulabilità con la NASpI, tenuto conto del tetto massimo di 4.800 euro all’anno, il reddito derivante da attività lavorativa autonoma agricola va individuato nel reddito agrario di cui all’articolo 32 del TUIR se sono rispettati i limiti di sfruttamento della potenzialità del terreno ivi stabiliti, oppure nel reddito di impresa se tali limiti sono superati.

A precisare che il lavoro agricolo autonomo è cumulabile con la Naspi è l’Inps con il messaggio n. 3460 del 21 settembre 2018. L’Istituto, dopo aver riepilogato la disciplina vigente, ha fornito le tali istruzioni in seguito alla richiesta di chiarimenti o da parte delle Strutture territoriali e dagli intermediari autorizzati. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

NASpI, come controllare importi e accrediti

Nuovi servizi Inps per conoscere gli importi delle rate della NASpI e l’accredito della rata mensile. A darne notizia è lo stesso Istituto con una nota del 6 settembre 2018. Tali funzionalità sono ora disponibili nella sezione “Tutti i servizi” – “Nuova Assicurazione Sociale per l’impiego (NASpI): consultazione domande”, inserendo le proprie credenziali (PIN o SPID).

Nel caso in cui la domanda sia stata accolta, cliccando sulla voce “Dettagli”, si potranno conoscere tutte le informazioni utili, compresa la progressiva riduzione dell’indennità  del 3% che decorre dal quarto mese di erogazione della rata. Nel caso in cui, invece, l’utente debba verificare se la propria domanda sia stata accolta, potrà accedere alla sezione “MyInps”, alla voce “I tuoi avvisi”. Qui troverà due tipi di informazioni: “Notifica della Comunicazione” oppure  “Disoccupazione non agricola dal …” contenente l’avviso di liquidazione delle rate e l’importo. Chi ha fornito il proprio numero di telefono in fase di richiesta delle credenziali di accesso ai servizi online  – comunica infine l’Istituto  – riceverà un SMS di segnalazione. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Sud: il calo della spesa pubblica rallenta la ripresa

Nella “stagione dell’incertezza” che rischia di aprirsi – in cui l’Italia fa segnare un rallentamento della crescita – il Mezzogiorno potrebbe subire una “grande frenata”. Tra i fattori che determineranno il rallentamento, il calo degli investimenti pubblici al Sud è al primo posto. Nel 2019, infatti, potrebbe essere inferiore di circa 4,5 miliardi di euro se raffrontato al picco toccato nel 2010. Sono le anticipazioni sul Rapporto Svimez 2018 sull’economia e la società del Mezzogiorno, secondo cui sebbene nel 2017 il Pil del Mezzogiorno sia aumentato dell’1,4%, con un incremento dello 0,8% rispetto al 2016, l’economia di queste regioni stenta ancora a decollare.

Nonostante un triennio di crescita consolidata (2015-2017), il Sud d’Italia sconta ancora un forte ritardo rispetto al resto del Paese e d’Europa. L’andamento del prodotto interno lordo e dell’occupazione è stato simile a quello del Centro-Nord, ma i consumi delle famiglie restano deboli: nel periodo 2007-2017 il calo è stato pari al -9,7% al Sud, mentre il Centro-Nord si è riportato sui livelli del 2007. Tra il 2010 e il 2018, inoltre, il numero delle famiglie meridionali con tutti i componenti in cerca di occupazione è raddoppiato, passando da 362mila a 600mila soggetti. “Preoccupante”anche  la crescita del fenomeno dei working poors: l’incremento dei lavoratori a bassa retribuzione dovuto ad una dequalificazione delle occupazioni e all’esplosione del part time involontario. A frenare lo sviluppo del Mezzogiorno è soprattutto l’elevato grado di disomogeneità sul piano regionale. Nel 2017, infatti, Calabria, Sardegna e Campania hanno registrato i più alti tassi di sviluppo: rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%. Risultati più modesti quelli registrati in Puglia (+1,6%), Abruzzo (+1,2%) e Basilicata (+0,7%); in frenata, invece, il tasso di crescita della Sicilia e addirittura negativo quello del Molise (-0,1%).

L’incremento dell’occupazione registrato nel 2017 (+1,2% nel Mezzogiorno, come nel Centro-Nord) è comunque insufficiente a colmare il crollo dei posti lavoro registrato negli ultimi dieci anni: l’occupazione nelle regioni meridionali resta infatti di 310mila unità inferiore al 2008, mentre nel complesso delle regioni del Centro-Nord è superiore di 242mila unità. A crescere è esclusivamente l’occupazione precaria a Sud, con il +7,5% di contratti a tempo determinato a fronte di una sostanziale stabilità di quelli a tempo indeterminato (+0,2%), frenati dal venir meno degli effetti positivi degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni al Sud. “Drammatico”, infine, per la Svimez il “dualismo generazionale”: il saldo negativo di occupati tra il 2008 e il 2017 è la sintesi di una riduzione di oltre mezzo milione di giovani tra i 15 e i 34 anni (-578 mila) e di una crescita concentrata quasi esclusivamente tra gli ultra 55enni (+470 mila unità). (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

De Luca: Antitrust sbaglia sull’equo compenso

Passano gli anni, cambiano i governi, il mondo si trasforma ma posizione e linguaggio dell’Antitrust restano immodificabili. Nella recente Relazione annuale si parla di tariffe ed equo compenso come la peste bubbonica, come «l’ostacolo allo sviluppo dell’organizzazione dell’attività professionale in forma societaria» (?!). Ma il top si raggiunge quando le motivazioni, riportate nella norma che nel 2017 ha previsto il diritto all’equo compenso (legge 205/2017), vengono bollate come «giustificazione corporativa». Così Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in un editoriale su Italia Oggi, per sottolineare che nelle motivazioni addotte dall’Agcm manca la consapevolezza della reale composizione del mondo libero professionale ordinistico, formato in gran parte da giovani che fanno difficoltà a raggiungere un’autonomia economica e che possono trovare nell’equo compenso uno strumento che venga in loro aiuto. Con questi interventi, sottolinea De Luca, si destruttura il mercato “in favore dei grandi gruppi, che mirano a distruggere i piccoli professionisti attraverso una guerra fratricida per la sopravvivenza”. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Cassetto previdenziale lavoro domestico

Con il messaggio n. 2749 del 6 luglio 2018, l’Inps rende noto che il Cassetto previdenziale per il lavoro domestico, attivo da dicembre 2017, è ora disponibile anche per i Consulenti del Lavoro e gli intermediari abilitati. Il Cassetto è accessibile dal sito istituzionale http://www.inps.it, seguendo il percorso: “Aziende, enti e datori di lavoro” > “Datori di lavoro domestico” > “Prestazioni e Servizi”. L’Istituto comunica inoltre il rilascio della funzionalità per la comunicazione bidirezionale, che offre la possibilità di dialogare in modo diretto con le Strutture Inps attraverso la sezione “Comunicazioni”.

Attraverso la nuova sezione si potranno inviare quesiti per dati incompleti o inesatti relativi a MAV, anagrafiche, contributi, rapporti di lavoro, avvisi bonari e accertamenti, e allegare documenti. I quesiti inviati potranno poi essere visualizzati attraverso il Cassetto previdenziale dal datore di lavoro o da un suo delegato insieme alle relative risposte. A loro volta, gli operatori delle strutture territoriali dell’Istituto potranno accedere alle comunicazioni attraverso la sezione dedicata del nuovo “Fascicolo Elettronico del Contribuente”. L’applicazione è fruibile sia da PC che da cellulare o tablet. In “Informazioni Utili” sono infine disponibili i manuali d’uso, personalizzati per profilo utente. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Tutto pronto al MiCo per il Festival del Lavoro 2018

Il Centro Congressi più grande d’Europa, il MiCo – Milano Congressi – è pronto ad accogliere i 270 ospiti del Festival del Lavoro 2018, che prenderà il via giovedì 28 giugno e si concluderà sabato 30 giugno 2018. Peculiarità della manifestazione le numerose iniziative che si svolgeranno in contemporanea negli spazi del MiCo, tutte caratterizzate da un comune denominatore: i “dialoghi sul futuro”. Rappresentanti del Governo, della politica, del sindacato, del giornalismo, dell’economia, accademici, esperti di diritto del lavoro, professionisti e comuni cittadini saranno protagonisti di un confronto a tutto tondo sul #lavoroefuturo dell’Italia, con l’obiettivo di promuovere interventi concreti per lo sviluppo e la crescita.

I lavori inizieranno alle ore 15.00 del 28 giugno, nell’Auditorium del MiCo, con i saluti istituzionali di Marina Calderone, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, del Presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo, Luca Jahier, e del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Fra gli ospiti che nel corso della tre giorni varcheranno il palco centrale: il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, per la presentazione del libro Un Paese senza leader (Dialoghi sul futuro dell’Italia, 28.6); i senatori Maurizio Gasparri e Gianluigi Paragone (Creare lavoro, 28.6); il giornalista Alan Friedman per la presentazione di Dieci cose da sapere sull’economia italiana prima che sia troppo tardi (Dialoghi sul futuro dell’Italia e dell’Europa, 28.6); il giornalista Walter Passerini, che presenterà il libro Tutto lavoro. Come cercare e conquistare un posto (Dialoghi sul futuro del lavoro, 28.6); la senatrice Nunzia Catalfo, Presidente della Commissione Lavoro del Senato, e Daniele Grassucci, co-founder di Skuola.net e autore del libro Chi se ne frega della scuola (Quale scuola per trovare un lavoro, 28.6); il Ministro dell’Interno Matteo Salvini (L’intervista, 29.6); l’onorevole Maria Stella Gelmini, l’AD di Foodora, Gianluca Cocco, il senatore Tommaso Nannicini e Jacopo Perfetti, economista e autore del libro Inventati un lavoro. Sopravvivere alla fine del posto fisso e svegliarsi ogni mattina con il sorriso (Il lavoro al tempo della Gig economy, 29.6); il Presidente dell’Inps Tito Boeri (L’intervista, 29.06), il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, l’economista Giuliano Cazzola, la prof.ssa Elsa Fornero (Cantiere Pensioni, 29.6); il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (L’intervista, 30.6); il giornalista Massimo Gaggi, autore del libro Homo premium. Come la tecnologia ci divide (Dialoghi sul futuro del lavoro, 29.06) e l’europarlamentare Brando Benifei (Innovazione e nuovi lavori, 29.6).

E, ancora, la food blogger Chiara Maci e il cuoco Filippo La Mantia (La testimonianza, 29.6); il Presidente dell’Aspen Institute Italia Giulio Tremonti (Dialoghi sul futuro del lavoro, 29.06); il Presidente del CNEL Tiziano Treu e l’onorevole Simone Baldelli (Il capitale umano, 29.6); l’onorevole Giorgia Meloni (L’intervista, 29.6); il Sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano (Coltivare il talento 29.06); il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon (Competitività, legalità, sostenibilità, 30.6); il Presidente della Link Campus Univesity Vincenzo Scotti (Dialoghi sul futuro dell’Italia e dell’Europa, 30.6); l’economista Carlo Cottarelli per la presentazione del libro I sette capitali dell’economia italiana e il Sottosegretario alle Infrastrutture e trasporti Armando Siri (Obiettivo crescita, 30.6).

Sul sito www.festivaldellavoro.it e sull’app ufficiale Festival del Lavoro, disponibile su App Store e Play Store, tutte le news e i programmi degli eventi. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Contratti certificati e ispezioni: istruzioni INL

Gli accertamenti ispettivi possono sospendere o impugnare la certificazione dei contratti prevista dagli artt. 75 e ss del D.Lgs. 276/2003. Questo, in sintesi, l’aspetto più rilevante contenuto nella circolare INL n. 9 del 1° giugno 2018 con la quale l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito alcune indicazioni operative, a seguito di alcune richieste di parere, in merito alle possibili interferenze tra l’attività ispettiva e quella di certificazione dei contratti.

Per quanto riguarda i controlli avviati dopo l’istanza di certificazione – si legge nella circolare – il personale ispettivo potrà svolgere la propria attività avvisando la Commissione di Certificazione a cui è stata inviata la pratica. Tale adempimento consentirà di sospendere il procedimento certificatorio in pendenza del controllo ispettivo.

In caso di certificazione già avvenuta, invece, se al termine dell’attività di vigilanza siano “rilevati vizi riconducibili all’erronea qualificazione del contratto ovvero alla difformità tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione, il personale ispettivo deve adottare nel redigere il verbale conclusivo alcuni accorgimenti”. Il verbale – come si legge nel documento – dovrà recare l’avvertenza che il disconoscimento della certificazione dei contratti di lavoro e di appalto è condizionata all’espletamento del tentativo di conciliazione obbligatorio presso la Commissione di certificazione. Nel caso in cui questo non dovesse avere buon esito, alle impugnazioni di cui all’art. 80 D.Lgs. 276/2003, la scelta della giurisdizione dipenderà dal tipo di vizio riscontrato. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi

Il Consiglio dei Ministri dell’8 maggio da dato attuazione della direttiva (UE) 2016/801 del Parlamento europeo e del Consiglio dell’1 maggio 2016, relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari (Presidenza del Consiglio e Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca). Il decreto recepisce la direttiva (UE) 2016/801 relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di Paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi e collocamento alla pari e ha tra i principali obiettivi:

– stabilire le condizioni di ingresso e di soggiorno, per un periodo superiore ai 90 giorni, dei cittadini di Paesi terzi, e dei loro familiari, che si recano nell’Ue per i motivi previsti nel titolo della direttiva;

– aprire l’Unione ai cittadini dei Paesi terzi a fini di ricerca, in modo che diventi un polo di attrazione per la ricerca e l’innovazione;

– favorire la mobilità all’interno dell’Unione (anche quella tra uno Stato membro e l’altro) dei familiari dei cittadini di Paesi terzi che svolgano attività di ricerca nell’Unione;

– equiparare i dottorandi ai ricercatori;

– estendere le disposizioni della direttiva anche agli alunni, ai volontari al di fuori del servizio volontario europeo e alle persone collocate alla pari, al fine di agevolarne l’ingresso e il soggiorno e di garantirne i diritti;

– prevedere una procedura di approvazione per gli istituti di ricerca pubblici o privati, per gli istituti di istruzione superiore e per tutte le altre categorie di enti ospitanti che vogliano accogliere ricercatori, studenti, alunni, tirocinanti o volontari di Paesi terzi;

– ridurre gli oneri amministrativi connessi alla mobilità dei ricercatori e degli studenti in vari Stati membri prevedendo, a tal fine, un programma specifico di mobilità con norme autonome relative all’ingresso e al soggiorno per motivi di ricerca o studio in Stati membri diversi da quello che ha rilasciato l’autorizzazione iniziale;

– facilitare l’accesso al mercato del lavoro dello Stato membro in cui lo studente svolge gli studi al fine di coprire in parte il costo degli studi;

– assicurare ai soggetti destinatari un insieme minimo di diritti, compreso l’accesso a beni e servizi;

– mettere a disposizioni del pubblico informazioni adeguate sugli enti ospitanti approvati e sulle condizioni e procedure di ammissione di cittadini di Paesi terzi nel territorio degli Stati membri ai fini della direttiva. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)

Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno

Nuove procedure di ammissione alle risorse per il Programma Operativo Nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 FESR per i progetti di investimento delle PMI beneficiarie. A disciplinarle il decreto direttoriale 23 aprile 2018 del Ministero dello Sviluppo Economico a seguito delle modifiche, introdotte dall’articolo 7-quater del Decreto Legge 29 dicembre 2016, n. 242 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 14 aprile 2017 e del 29 dicembre 2017, al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno.

Le nuove norme si applicano alle acquisizioni di beni strumentali nuovi effettuate a partire dal 1° marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2019. La data del 1° marzo 2017 segna, dunque, una sorta di spartiacque per l’applicazione delle nuove regole. Infatti, per i progetti anteriori a tale data si applica la disciplina del decreto del 4 gennaio 2017.

In particolare, le modifiche del decreto direttoriale del 23 aprile 2018 riguardano l’ampliamento della base di calcolo dell’incentivo, la percentuale di agevolazione e i territori interessati. In riferimento a quest’ultimo punto, infatti, grazie alla modifica alla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 intervenuta con la decisione della Commissione Europea C (2016) 5398, sono ammissibili al PON IC i progetti di investimento effettuati nell’intero territorio della regione Sardegna. Anche qui, però, la nuova disciplina sarà applicabile soltanto dal 1° marzo.

Nel decreto specificati, infine, i requisiti per la valutazione di ammissibilità alle risorse del PON, gli adempimenti delle PMI beneficiarie, le verifiche effettuate dal Ministero su requisiti e caratteristiche di innovatività e gli oneri informativi. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)