La nuova puntata di “A proposito di…” in onda oggi alle 15:00 in web radio è dedicata al legame fra contrattazione collettiva e fruizione dei benefici normativi e contributivi da parte del datore di lavoro. In studio Beniamino Scarfone della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che illustrerà i contenuti della circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro n. 9/2019 all’interno del quadro di interventi già adottati per fornire indicazioni sulla questione della rappresentatività sindacale, alla luce della recente firma della convenzione attuativa del TU sulla rappresentanza 2014. Scarfone fornirà anche alcune precisazioni sul contratto edile e sul rispetto della parte normativa dei contratti. Appuntamento, dunque, su webradio.consulentidellavoro.it, alle 15:00 e in replica alle 17:00 e alle 19:00. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)
“Incontro con l’autore”: A Reggio Calabria l’incontro organizzato dal Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro
Si è tenuto nei giorni scorsi un appuntamento organizzato dal Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Reggio Calabria dal titolo “Incontro con l’autore”. Un appuntamento molto atteso dalla categoria che ha presentato in riva allo stretto due testi pensati e curati interamente da Consulenti del Lavoro. All’evento, coordinato dal Presidente Flaviana Tuzzo, hanno partecipato fino a tarda sera molti colleghi, reggini e non, oltre a rappresentanti istituzionali del mondo del lavoro calabrese. Due le sessioni di lavoro: la prima dedicata al libro scritto dai colleghi Beniamino Scarfone e Giuseppe Buscema “Le origini dello stato sociale in Italia – La normativa tra il 1920 e il 1940”, ed edito da Eurilink e la seconda dedicata alla pubblicazione curata dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, e fortemente voluta dal suo Presidente Rosario De Luca, “Sui sedili posteriori: la nuova libertà di Antonino Bartuccio”.
Nella prima parte, moderata dal giornalista Giampaolo Latella, Scarfone e Buscema hanno riannodato i fili della storia: “Quando è nato lo Stato sociale in Italia? Difficile stabilirlo con esattezza considerato che per esso si intende il coacervo di disposizioni normative mirate alla creazione di garanzie e protezioni per i lavoratori. Con questo testo abbiamo inteso – affermano Scarfone e Buscema – raccogliere ed esporre con sistematicità tutte le norme che si sono accavallate nel tempo e che trovano nel periodo che va dal 1920 al 1940 una fase di particolare incisività e resilienza, tanto da esplicare la propria efficacia tutt’oggi ma che, probabilmente, passano in secondo piano a causa del periodo storico in cui sono nati”.

Nella seconda parte, il Presidente Rosario De Luca ha presentato il lavoro della Fondazione Studi teso a valorizzare la storia di Antonino Bartuccio, commercialista ed ex Sindaco di Rizziconi (RC), divenuto testimone di giustizia dopo aver denunciato le pressioni della ‘ndrangheta sull’Amministrazione comunale con un progetto editoriale mirato a promuovere la cultura della legalità: “Ho fatto solo il mio dovere. Lo rifarei perchè era mio dovere farlo da padre, da Sindaco del mio Paese e da privato cittadino. Lo rifarei perchè è la sola strada da percorrere; quella della legalità nell’amministrare il mio Paese, dare il buon esempio ai miei concittadini e ai giovani a cui serve il buon esempio. Vivere sotto scorta non è bello, però a volte capitano cose che non vogliamo, ma bisogna tenere la schiena dritta”.
All’incontro, oltre allo stesso Bartuccio e la moglie Mariagrazia Squillaci, è intervenuto lo Chef Filippo Cogliandro, anche lui esempio di uomo “normalmente onesto” che, alle prime pressioni della ‘ndrangheta, si è ribellato denunciando da subito la richiesta di estorsione.
“Sono particolarmente contenta della risposta della mia categoria – così si è espressa il Presidente dei Consulenti del Lavoro di Reggio Calabria, Flaviana Tuzzo – la tutela della dignità dell’uomo e la lotta per l’affermazione della legalità sono scritti nel nostro codice genetico. Con un pizzico di orgoglio ci tengo a sottolineare che in questi due progetti editoriali, presentati a giugno al prestigiosissimo Festival del Lavoro di Milano, c’è tanto lavoro di calabresi e reggini a riprova di quanto siamo sensibili sul tema e quanto alta sia la nostra attenzione nel lavoro che quotidianamente svolgiamo”.
“A proposito di…” ferie
È iniziato il periodo in cui tradizionalmente molti lavoratori dipendenti andranno in ferie. Ad illustrare il quadro normativo di riferimento, i principi di calcolo per la maturazione delle ferie e le scadenze da rispettare è Beniamino Scarfone della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nella nuova puntata di “A proposito di…” in onda oggi, alle ore 15:00, su webradio.consulentidellavoro.it. Nel corso della puntata Scarfone ricorderà che entro lo scorso 30 giugno dovevano essere godute le ferie maturate nel 2017, soffermandosi poi sugli obblighi che sussistono per i datori di lavoro. Seguiteci, dunque, alle 15:00 e, in replica, alle 17:00 e alle 19:00. (fonte http://www.consulentidellavoro.it)
Beniamino Scarfone e Giuseppe Buscema ospiti in WebRadio al Festival del Lavoro
Intervista rilasciata ai microfoni della WebTV dei Consulenti del Lavoro da Beniamino Scarfone e Giuseppe Buscema, coautori del libro “L’origine dello Stato sociale in Italia” ed ospiti al Festival del Lavoro 2019 al Mi.Co. di Milano.
Jobs Act: conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi
In data 6 marzo 2015 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana il decreto legislativo, attuativo della legge 10 dicembre 2014, n. 183 (legge delega sul Jobs Act), in materia di contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti.
Il decreto è entrato in vigore il giorno 7 marzo 2015. Pertanto, alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, alle trasformazioni di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o agli apprendisti passati in qualifica dalla predetta data (7 marzo 2015) si applicherà la disciplina di cui al nuovo decreto legislativo sul contratto a tutele crescenti.
In particolare, tale decreto introduce un nuovo istituto di conciliazione per la risoluzione stragiudiziale delle controversie sui licenziamenti illegittimi, che consente al datore di lavoro di offrire una somma predeterminata in modo certo al lavoratore in cambio della rinuncia alla impugnazione del licenziamento, somma che per il lavoratore non rientra nel reddito imponibile ai fini fiscali. La norma si applica ai lavoratori che a partire dal 7 marzo 2015:
- sono assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (art. 1, comma 1);
- sono interessati da una trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, ovvero, agli apprendisti passati in qualifica (art. 1, comma 2), ma anche – unica eccezione – per i lavoratori assunti in precedenza nelle aziende che dopo entrata in vigore del decreto legislativo supereranno la soglia dei 15 dipendenti (art. 1, comma 3).
Tale conciliazione deve avvenire in una delle sedi assistite di cui all’articolo 2113, comma 4 del codice civile ovvero presso le Commissioni di certificazione di cui all’articolo 82, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (art. 6, comma 1).
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Giusta causa di licenziamento per dipendente di banca infedele
Un direttore di banca che avverte un cliente degli accertamenti disposti a suo carico da parte dell’Autorità giudiziaria può incorrere nel licenziamento per giusta causa. La Corte di Cassazione, con la sentenza del 17 settembre 2014, n. 19612, conferma l’interpretazione fornita dalla Corte territoriale del concetto di “giusta causa” rispetto al caso riguardante la direttrice di una filiale di Intesa Sanpaolo S.p.A., licenziata in via disciplinare per aver riferito, ad un cliente della filiale da lei diretta, della richiesta di accertamenti bancari sul suo conto e disposti dall’A.G. Cassazione civile – Sentenza 17 settembre 2014, n. 19612.
Giustificato il licenziamento del malato “seriale”
E’ giustificato il licenziamento del dipendente che è sistematicamente assente dal lavoro per malattia, non garantendo in tal modo la continuità e proficuità della prestazione lavorativa.
Con la sentenza del 4 settembre 2014, n. 18678, la Corte di Cassazione sanziona il comportamento assenteista del lavoratore che strategicamente lega le assenze al giorno di riposo o al turno di notte, compromettendo in tal modo l’organizzazione aziendale.
Dal modello CUD alla nuova Certificazione Unica
Grandi novità per i redditi maturati nel 2014: andranno dichiarati nella nuova certificazione unica, che dell’anno prossimo sostituirà il CUD.
Il nuovo modello interesserà tutti i redditi corrisposti nel 2014: non solo, quindi, quelli di lavoro dipendente e assimilati, ma anche quelli finora certificati in forma libera. Quindi riceveranno la nuova certificazione, oltre i lavoratori dipendenti e percettori di redditi assimilati al lavoro dipendente, anche lavoratori autonomi, percettori di provvigioni e percettori di redditi diversi soggetti a ritenuta, a titolo d’acconto o di imposta.
Uno dei cambiamenti più rilevanti, inoltre, riguarda i tempi entro i quali i sostituti dovranno consegnare la nuova certificazione ai sostituiti. Infatti il termine originariamente stabilito per il 28 febbraio, viene fatto slittare al 7 marzo.
La novità consiste nel fatto che non saranno più tollerati i ritardi nella consegna poiché, altra novità, il modello deve essere trasmesso telematicamente al fisco entro il termine ultimo previsto. Eventuali errori, possono essere sanati entro 5 giorni dalla scadenza con la precisazione che il mancato invio telematico sarà punito con una sanzione amministrativa di 100 euro.
Agevolazioni per le imprese che assumono
Con il “Programma Garanzia Giovani” lo Stato italiano ha definito e sviluppato una strategia articolata su un insieme di azioni.
Una di queste azioni è costituita dalla previsione, nel limite di risorse determinate, di un incentivo per le assunzioni di giovani con specifici requisiti.
Con decreto direttoriale dell’8 agosto 2014 il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha disciplinato il suddetto incentivo, prevedendo – tra l’altro – che esso sia gestito dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
L’incentivo può essere riconosciuto ai datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che siano imprenditori, e spetta per l’assunzione di giovani registrati al Programma “Garanzia Giovani” (giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni cosiddetti NEET – Not [engaged in] Education, Employment or Training).
Il bonus, che quindi viene erogato dall’Inps, varia da un minimo di 1.500 euro per il contratto inferiore a 12 mesi a un massimo di 6.000 euro per l’attivazione di un contratto a tempo indeterminato.
L’incentivo spetta per le assunzioni effettuate dal 3 ottobre 2014 – giorno successivo alla pubblicazione del decreto direttoriale nella sezione legale del sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali – al 30 giugno 2017.
L’incentivo spetta anche in caso di rapporto a tempo parziale, purché sia concordato un orario di lavoro pari o superiore al 60% dell’orario normale.
L’incentivo non spetta per i rapporti di apprendistato, di lavoro domestico, intermittente, ripartito e accessorio.
In caso di rapporto a tempo parziale gli importi sono proporzionalmente ridotti: l’importo spettante si ottiene moltiplicando l’importo pieno per la percentuale che indica l’orario parziale rispetto all’orario normale.
L’incentivo è autorizzato dall’Inps in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze; allo scopo di consentire al datore di lavoro di conoscere con certezza la residua disponibilità delle risorse – prima di effettuare l’eventuale assunzione o trasformazione – il decreto direttoriale prevede un particolare procedimento per la presentazione dell’istanza.
Per i rapporti di lavoro agricolo la misura dell’incentivo è subordinata alla circostanza che la prestazione lavorativa si svolga senza soluzione di continuità.
L’incentivo è subordinato:
- alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 296/2006, inerente:
– l’adempimento degli obblighi contributivi;
– l’osservanza delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro;
– il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti, stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
- all’applicazione dei principi stabiliti dall’articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 92/2012;
- alla circostanza che il relativo importo non superi i limiti complessivamente previsti per gli aiuti di stato cosiddetti “de minimis”, ai sensi dei regolamenti comunitari in vigore (illustrati recentemente con la circolare n. 102 del 3 settembre 2014).
Ai sensi dell’art. 7, co. 3, del decreto, l’incentivo non è cumulabile con altri incentivi all’assunzione, siano essi di natura economica o contributiva.
In considerazione del carattere inderogabile della normativa previdenziale, laddove ricorrano i presupposti per l’applicazione della “garanzia giovani” e di sgravi contributivi in senso stretto (es.: sgravi per l’assunzione di disoccupati da almeno 24 mesi ex art. 8, co. 9, l. 407/1990, sgravi per l’assunzione di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, ex l. 223/1991, sgravi ex art. 4, commi da 8 a 11, l. 92/2012), dovranno essere applicati gli sgravi in senso stretto; laddove ricorrano i presupposti per l’applicazione della “garanzia giovani” e di altri benefici non contributivi in senso stretto – anche se concretamente fruibili mediante conguaglio nelle denunce contributive (es.: benefici per l’assunzione di giovani genitori ex Decreto del Ministro della Gioventù del 19 novembre 2010, di giovani tout court ex art. 1 dl 76/2013) – il datore di lavoro potrà scegliere quale incentivo chiedere.
Entro il 17 novembre andrà versato il contributo al Fondo di solidarietà residuale per l’integrazione salariale relativo al periodo di paga “ottobre 2014”.
Entro il 17 novembre andrà versato il contributo al Fondo di solidarietà residuale per l’integrazione salariale relativo al periodo di paga “ottobre 2014”. Per i contributi arretrati (da gennaio a settembre compreso), invece, la scadenza è il 16 dicembre. Nonostante i chiarimenti postumi dell’Inps restano ancora numerosi nodi da sciogliere.






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